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l mondo della politica e gli uomini eletti dal popolo, preposti a svolgere quelle funzioni che sono alla base di ogni democrazia, sono una fonte inesauribile d’ispirazione per chi, come me, decide di fare satira.
La fine della XVI legislatura avvenuta senza una palese sfiducia e con un Presidente del Consiglio Dei Ministri ancora in carica, fa sorgere dei dubbi di legittimità per il proseguo della stessa legislatura senza quel passaggio fondamentale che è il giudizio popolare. Il popolo è sovrano e senza l’appoggio del suo voto, nessun governo, anche quello più autorevole, può ritenersi rappresentativo della volontà popolare. In un periodo di crisi mondiale, crisi partita da lontano e che si è propagata in tutto l’occidente, i politici italiani, dall’estrema destra all’estrema sinistra, con la loro litigiosità, hanno contribuito alla stagnazione della crescita economica in Italia senza porre rimedi . Quello che prima non si poteva approvare in armonia, ora, con l’uscita di scena di Berlusconi si può approvare. Un comportamento che mette in evidenza i limiti della classe politica attuale.
Tutti contro tutti perdendo di vista quei valori dei padri fondatori della Repubblica Italiana. L’Europa, da parte sua, senza un governo politico centrale ha pensato bene di temporeggiare facendo precipitare la situazione.
Questa storia vuole dare una motivazione, seppure fantasiosa, all’uscita di scena del Cavaliere che, seppure demonizzato da più parti, è l’unico Presidente del Consiglio che si è dimesso non sfiduciato e ancora in carica.
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